Sospesa tra il blu del mare e le rocce scoscese di Monte Tiberio, Villa Lysis a Capri è la dimora neoclassica che divenne testamento di una vita vissuta oltre ogni limite, anche di bellezza, tra il culto della Grecia antica, decori Liberty e suggestioni orientali.
La storia di Villa Lysis è indissolubilmente legata al suo creatore, il barone Jacques d’Adelswärd-Fersen, discendente di una facoltosa famiglia di industriali dell’acciaio, che si rifugiò a Capri per fuggire da Parigi e presunti scandali legati alla sua omosessualità e vita dissoluta.
Proprio per vivere libero dalle convenzioni sociali e in totale libertà estetica, Fersen nel 1904 affidò all’architetto, pittore, incisore ed editore Edouard Chimot la sfida di dar vita a un’opera d’arte totale dove poter vivere insieme alla sua “Musa”, il giovane romano Nino Cesarini.
Cercai un posto romantico, in collina… con vista sul mare, non troppo vicino alla città, qualcosa di remoto e solitario dove poter edificare la mia Acropoli della bellezza.
(L’Exilé de Capri, 1959, Roger Peyrefitte)
L’omaggio al Dialogo di Platone
Il nome della Villa deriva dal Liside (Lysis in greco antico: Λύσις), uno dei dialoghi di Platone in cui Socrate discute con il giovane e bellissimo Liside cercando di definire cosa sia l’attrazione tra le persone.
“Amori et Dolori Sacrum” – Consacrata all’Amore e al Dolore – è l’iscrizione che accoglie i visitatori sull’architrave dell’edificio, sintesi perfetta del sentire colto e profondo di Fersen.
Un tempio neoclassico a picco sul mare
Oggi di proprietà del Comune di Capri, la Villa si trova in un’incredibile posizione panoramica in cima ad una collina.
Proprio per questa sua posizione impervia, si può raggiungere solo a piedi con una passeggiata di circa 45 minuti dalla Piazzetta di Capri che attraversa vicoli fioriti e offre scorci unici su Marina Grande.
La villa non è stata costruita per accogliere il sole di Capri, ma per proteggere l’ombra di chi la abitava.
Gli interni e l’arredo: oppio, seta e simbolismo
Entrare a Villa Lysis significa fare un viaggio nella mente di un esteta del secolo scorso. L’arredamento originale era, infatti, una celebrazione di esotismo e lusso.
Il Salone e la Veranda: il cuore della casa era il grande salone, arredato con mobili in legni pregiati e tappeti orientali. Ancora oggi si possono ammirare le preziose decorazioni, come i mosaici dorati delle colonne ioniche.
La Camera dell’Oppio: l’ambiente più iconico è il fumoir (o camera dell’oppio) situato al piano inferiore. Qui Fersen cercava il “paradiso artificiale” tra pareti decorate con motivi esotici, divani bassi e pipe esotiche con pavimenti in ceramica azzurra e bianca, marmi rari e stucchi.
E passeggiando tra le bellissime terrazze panoramiche o l’incredibile giardino della Villa, è impossibile non immaginarsi le scenografiche feste organizzate dal barone a cui partecipavano molti personalli illustri dell’epoca come la marchesa Luisa Casati Stampa, Hans Paule, Gilbert Clavel, Otto Sohon-Rethel, Norman Douglas e Ada Negri.
Il segreto
Nino Cesarini non fu solo un compagno per Fersen, ma un vero e proprio oggetto d’arte vivente protagonista di molte opere, come la statua in bronzo, che oggi accoglie i visitatori nel giardino della Villa, commissionata allo scultore Francesco Jerace che lo ritrae come un efebo classico.
Info utili
Villa Lysis
Via Lo Capo 12
80076 Capri
Tel. +39 081 8386111
Ingresso: 2,5 euro